Per capire meglio perché una chiesa
cosi grande e maestosa sia stata innalzata proprio a Rovigno,
bisogna chiarire chi era Sant`Eufemia e perché e' diventata
protettrice della citta'.
 All`epoca
dell`imperatore Diocleziano, molti cristiani erano stati
perseguitati, incarcerati o uccisi; tra loro c`era anche
una giovane ragazza di nome Eufemia, che proveniva da una
citta' dell`Asia Minore, Calcedona. Eufemia e' nata nel 290,
in una nobile famiglia patrizia.
A soli 15 anni era stata catturata dall`esercito di Diocleziano,
e dato che non voleva rinunciare alla religione cristiana,
era stata torturata in vari modi, e particolarmente sulla ruota.
Vedendo che la ragazza rimeneva fedele a Cristo, Diocleziano
l`aveva buttata tra i leoni, che l`avevano uccisa ma non avevano
divorato il suo corpo.
Non si hanno molte notizie sulla vita di questa santa, ma
e' certo che e' morta il 16 Marzo 304. Il corpo della martire
e stato conservato dai cristiani di Calcedona fino all`anno
620. quando la citta' fu occupata dai Persiani. Il sarcofago
con il corpo di Sant`Eufemia e' stato trasferito allora a Costantinopoli,
e situato nella maestosa chiesa innalzata in suo onore dall`imperatore
Costantino.Nell`anno 800 vengono al potere gli Iconoclasti
(vietano il culto delle immagini), e allora i Cristiani nascondono
la reliquia di Sant`Eufemia.
Cos`e' successo dopo, e' difficile a dire, ma la storia narra
che dopo una forte tempesta, all`alba del 13 Luglio dell`anno
800, sulle coste di Rovigno sia arrivato un grande sarcofago
di marmo. Molti abitanti di Rovigno cercavano invano di portare
il sarcofago alla chiesa di San Giorgio, ma tutto inutilmente.
Solo un bambino, su intercessione di Sant`Eufemia, era riuscito
con le sue due mucche a portare il sarcofago sulla collina.

L`arrivo del sarcofago a Rovigno era considerato dagli abitanti
un vero e proprio miracolo, e cosi iniziano a onorarla come
loro protettrice. Il 16 Settembre e il giorno di Sant`Eufemia,
e a Rovigno arrivano turisti da tutte le parti; viene organizzata
una grande festa, il cui programma si svolge sulla piazza principale,
e per tradizione si mangia carne di pecora con crauti e le
frittelle,dolciumi tipici istriani.
Testo: Slobodan
Hercigonja
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